Nel 1998, con la mostra-evento Bollywood Colors, Belle de Jour -bdj- ha lanciato uno sguardo nuovo sulla colossale e dissonante macchina produttiva di Bollywood. Con i suoi colori e le sue musiche, Bollywood rappresenta un mondo variegato e kitsch, dove gli attori sono veri e propri divi sempre sulle prime pagine dei giornali, e nel quale il pubblico (15 milioni di spettatori ogni settimana) si identifica.
Nei tre anni successivi, bdj ha ampliato le sue conoscenze, promuovendo il cinema indiano in Italia, con una serie di mostre, performances e rassegne di film.
L'India è il più grande produttore di cinema del mondo (oltre 900 film all'anno) e il più vistoso assente dagli schermi italiani, con la sola eccezione di qualche rara pellicola apparsa nel calendario dei maggiori festival europei, come nel caso di Lagaan a Locarno nel 2001, di Monsoon Wedding, vincitore di Venezia 2001, e del candidato all'Oscar 2003 come migliore film straniero Devdas, presentato a Cannes 2002.

Nel 2001 bdjMEDIA, con River to River. Florence Indian Film Festival, ha portato per la prima volta in Italia a Firenze (4-7 ottobre 2001) volti e pellicole degli autori delle produzioni indipendenti indiane: ritratti e storie di un miliardo di uomini e donne. Opere realizzate con budget ridotti e forti slanci creativi, testimoni di un conflitto aspro e serrato con i meccanismi egemonizzanti del cinema commerciale di Bollywood.
Il festival si proponeva di puntare i riflettori su registi e registe che trattano storie di stringente attualità in modo forte e visivamente innovativo, stritolati però dalla macchina commerciale di Bollywood.
Nella sua prima edizione, il festival ha avuto un migliaio di spettatori e un ottimo riscontro di stampa. Gli 8 film presentati sono stati una prima ricognizione in questo mondo ancora poco conosciuto delle piccole produzioni, segnalando i lavori di registi e registe di grande interesse, quali Dev Benegal, Biju Viswanath e Preeti Chandrakant.

La seconda edizione di River to River. Florence Indian Film Festival, che si è tenuta a Firenze dall'11 al 15 dicembre 2002, ha proposto un'ampia selezione di film di produzioni indipendenti a basso budget e Bollywood-free, con particolare attenzione all'attualità delle storie e all'innovazione del linguaggio visivo di giovani registi e registe. L'edizione 2002 ha anche ospitato un omaggio al regista bengalese Ritwik Ghatak e i 17 documentari del TFSA (Travelling Film South Asia). Gli ospiti del Festival sono stati i registi Rahul Bose e Anand Patwardhan, e la critica cinematografica e programmista di festival Uma da Cunha.

La terza edizione di River to River. Florence Indian Film Festival ha avuto luogo dal 10 al 14 dicembre 2003, presentando i migliori film della recente produzione indiana: da Maqbool di Vishal Bhardwaj a Matrubhoomi-A Nation Without Women di Manish Jha, da Chokher Bali di Rituparno Ghosh al cortometraggio di Amit Kumar, The Bypass.
Evento speciale è stata la proiezione de L'India vista da Rossellini di Roberto Rossellini, diario filmato compiuto dal regista in India alla fine degli anni '50. E ancora, la Om Puri Night, serata-tributo al grande attore indiano, e l'anteprima del TFSA (Travelling Film South Asia) 2004.
Il River to River. Digimovies Audience Award è stato vinto da Matrubhoomi-A Nation Without Women di Manish Jha.
Ospiti del festival sono stati: i registi Roysten Abel e Manish Jha, la giornalista e regista Meenakshi Shedde, e la critica cinematografica e programmista di festival Uma da Cunha.

Si chiude il 13 dicembre a Firenze la quarta edizione del River to River. Florence Indian Film Festival con il programma straordinario Occhi sull’India, carrellata di documentari sull’India girati da registi occidentali, e la proiezione della black comedy Shit Happens di Shashanka Ghosh, film vincitore del FIFF Digimovies Audience Award.
Il festival chiude i battenti salutando il grande successo della sezione Cromosoma Calcutta, gli affollatissimi incontri con gli ospiti, la vibrante pattuglia di cortometraggi Indian Short Shots e la conferma di un pubblico in crescita. Tra le opere prime, grande entusiasmo per i lungometraggi Let the Wind Blow di Partho Sen Gupta, White Noise di Vinta Nanda ed il corto Holly Bolly di Dishad Husain, letteralmente sommersi dalle domande degli spettatori. Grande successo anche per Impermanence di Goutam Ghose, regista anche del documentario su Satyajit Ray, la cui Trilogia di Apu è stata proiettata durante il festival.
Tra gli ospiti del festival: Goutam Ghose (Impermanence e Ray) Herbert Krill (Bollywood Remixed), Vinta Nanda, Koël Purie e Mohanjit Singh (White Noise), Rupinder Nagra (Amal), Dishad Husain (Holly Bolly), Partho Sen Gupta (Hava aney dey-Let the Wind Blow), Laurence Castle (The Heart of Modern India), Dimitri Chimenti (My own Bizzarre Experience), Jean Sharida e Louis Spoeltra (Breaking the Future), e Anna Pitscheider (The Sun and Moon and God of Rain).

Nell’ambito delle collaborazioni attivate con le università di Napoli e Roma il festival ha organizzato due proiezioni: Impermanence di Goutam Ghose il 14 dicembre presso l'Istituto Orientale di Napoli, e Shit Happens di Shashanka Ghosh, film vincitore del FIFF Digimovies Audience Award, il 15 dicembre presso la Facoltà di Studi Orientali dell’Università di Roma.


Si è chiusa il 15 dicembre 2005 a Firenze la quinta edizione del River to River. Florence Indian Film Festival con la proiezione di Appunti per un film sull’India (1967-68) di Pier Paolo Pasolini, dove il regista filma la città di Mumbai nelle sue estreme poverissime periferie, con la cinepresa in spalla; e Calcutta (1969) di Louis Malle, un ritratto filmato della città indiana dove i protagonisti sono i devoti, i mendicanti e le strade che pullulano di persone.
La quinta edizione del festival, durata sette giorni, ha avuto una grande affluenza di pubblico e di stampa. Tra i lungometraggi più acclamati, Sof Haolam Smola (Turn Left at the End of the World) di Avi Nesher, Hari Om di Bharatbala (che è stato presente dopo la proiezione del film) e Amu di Shonali Bose; la sezione degli otto cortometraggi ha visto spiccare Viva Liberty! di Dishad Husain e 6ft. in 7 min. di Rafael Del Toro; tra i documentari, Between the Lines di Thomas Wartmann, City of Photos di Nishtha Jain e I baffi dei Rajput di Gianluca Pipitone (che è stato presente dopo la proiezione del film).
Molto apprezzata anche la retrospettiva dedicata al produttore e regista scomparso di recente Ismail Merchant.
Tra gli ospiti di questo anno, per i lungometraggi, la giovane regista di Kal Ruchi Narain e Bharatbala, il regista di Hari Om; invece per i documentari sono stati presenti Dheeraj Akolkar (Jyotirgamaya), Krishna Das (Trascendental Feeling of Himalaya), Gianluca Pipitone (I Baffi dei Rajput), Pietro Silvestri (Bahurupia-l’arte del travestimento) e il regista Thomas Wartmann (Between the Lines).
I vincitori del Florence Indian Film Festival Digichannel Audience Award nelle 3 sezioni sono: Sof Haolam Smola (Turn Left at the End of the World) di Avi Nesher nella sezione lungometraggi, 6ft. in 7 min. di Rafael Del Toro per i corti, e infine il tanto acclamato Between the Lines di Thomas Wartmann. Ognuno di questi 3 lavori avrà la possibilità di avere un estratto fino a 15 minuti visibile in streaming per tutto il 2006 sul sito www.digichannel.net.
Inoltre, Between the Lines di Thomas Wartmann che è stato il più votato dei tre vincitori, è stato proiettato il 17 dicembre presso lo Spaccio Mulas "Riciclo" a Firenze, nell'ambito del DigiFestival.net 2005.


Gli organizzatori stanno lavorando all'edizione 2006.

 
 
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